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TRANSIZIONE ENERGETICA

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Nota importante

 

La TRANSIZIONE ENERGETICA, adottata dall'Europa, è il processo normativo per la decarbonizzazione nella produzione dell'energia nel suo complesso a beneficio del pianeta per un disinquinamento globale prodotto dall'utilizzo delle fonti fossili.

 

Traducendo praticamente questo concetto, la Transizione Energetica è un complicato processo normativo che l'Europa ha avviato in modo irreversibile, che coinvolge immobili, trasporti e sistemi di vita quotidiana. L'elemento fondamentale è la sua attuazione, ossia qualunque siano i tempi attuativi, che di volta in volta potrebbero cambiare in funzione degli iter normativi di attuazione nei vari paesi membri, resta il fatto che la soluzione migliore, per evitare danni economici di natura patrimoniale o gestionale, risulta essere l'adeguamento a questo processo di decarbonizzazione.

 

CENNI SULLA NORMATIVA EUROPEA PER L'EFFICIENTAMENTO DEL PATRIMONIO EDILIZIO SUL TERRITORIO C.E.

 

In estrema sintesi l’impianto normativo della Comunità Europea in relazione all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio prevede:

 

«Gli immobili residenziali dovranno raggiungere la classe energetica "E" entro il 2030 e la classe energetica "D" entro il 2033; gli altri edifici, invece, la classe "E" a partire dal 2027 e la "D" dal 2030; tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2028.»

 

L’assetto normativo Europeo definisce quindi due elementi fondamentali:

 

  1. la data limite del 2030 entro cui i fabbricati esistenti dovranno dotarsi di Attestato di Prestazione Energetica minima;
  2. la data del 2029 quale avvio per l’inserimento nei fabbricati residenziali delle tecnologie di produzione energetica da fonti rinnovabili come previsto dal provvedimento denominato REPoverEU.

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TRANSIZIONE ENERGETICA IN EUROPA

 

The European Green Deal

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Approvazione del Piano 18/05/2022

 

Entrata in vigore 21/02/2023

 

Il Piano ha generato la Direttiva Energy performance of building directive (Epbd) - Direttiva case green - con il seguente calendario attuativo:

 

Data di approvazione della Direttiva 12/03/2023

 

Data di adozione formale del Consiglio 12/04/2024

 

LE TECNOLOGIE

  • 2026 Fotovoltaico su nuovi edifici pubblici e commerciali
  • 2027 Fotovoltaico su edifici esistenti stessa tipologia
  • 2029 Fotovoltaico per tutti gli edifici residenziali
  • 2026 Fotovoltaico oltre all'utilizzo di idrogeno e biometano

 

LE REGOLE

 

Attestato Prestazione Energetica di classe:

 

"E" entro il 2030

 

"D" entro il 2033

 

"A" dal 2028 i nuovi fabbricati dovranno essere a emissioni zero.

NOTA DI AGGIORNAMENTO

 

Con le variazioni apportate alla Direttiva Comunitaria EPBD nel 2025, non sono più previsti obblighi individuali rigidi per ogni singola abitazione (come il passaggio forzato alla classe E o D in date fisse), ma obiettivi medi nazionali. Gli Stati membri devono garantire una riduzione del consumo medio di energia primaria dell'intero parco immobiliare residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.

 

Tuttavia per raggiungere tali obiettivi la data di adozione degli Attestati di Prestazione Energetica (APE) di classe "E" e "D" rispettivamente per il 2030 e 2033 sostanzialmente non cambia altrimenti gli obiettivi per la riduzione  del consumo medio di energia primaria del 16% nel 2030 e del 20-22% entro il 2035 non saranno raggiunti.

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APPROVAZIONE DEFINITIVA

 

Questo impianto normativo è stato ulteriormente confermato il 12/03/2024 con l'approvazione della direttiva Energy performance of building directive (Epbd).

 

L’obiettivo del provvedimento è di agire in modo prioritario sul 15% degli edifici più energivori per ogni stato membro, collocati nella classe energetica G (la più bassa).

 

Dagli ultimi dati diffusi da ENEA circa il 60% del patrimonio immobiliare esistente sul territorio del nostro Paese risulta essere in classe energetica "G".

IMPATTO ECONOMICO SUL TERRITORIO ITALIANO DELLA DIRETTIVA COMUNITARIA "EPBD"

 

Per capire l'impatto economico che la direttiva Comunitaria relativa alla Transizione Energetica in ambito immobiliare può produrre sul  territorio Italiano e necessario esaminare i dati del patrimonio edilizio esistente su territorio nazionale.

 

Nella seguente tabella sono riportati i dati catastali del patrimonio edilizio esistente in Italia suddivisi per categorie catastali.

 

Dati ricavati dal D.B. Catastale anno 2021

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Come possiamo verificare il solo comparto residenziale (ossia categoria catastale "A"), conta 35.379.685 unità immobiliari.

 

Assumendo, quale dato statistico consolidato, le informazioni di ENEA circa la classe energetica dei fabbricati in Italia, il 60% di tali immobili sono in classe "G".

 

Tradotto. Su oltre 21.000.000 di unità abitative è necessario intervenire in tempi rapidi. Ovviamente a queste unità immobiliari si devono aggiungere tutte le altre categorie catastali interessate alla Direttiva Comunitaria.

 

Un elemento importante da sottolineare riguarda i costi di riqualificazione che, ad oggi, sono a totale carico dei proprietari.

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QUALI SONO LE PENALIZZAZIONI PER IL MANCATO ADEGUAMENTO NORMATIVO ?

 

Non esiste un sistema sanzionatorio e impositivo per il mancato adeguamento normativo al sistema legislativo della Transizione Energetica.

 

Però il mercato in generale ha già messo in atto un processo di deprezzamento degli immobili energivori che non rispettano il processo della Transizione Energetica.

 

In un recente studio, pubblicato dalla Banca d’Italia e disponibile in versione inglese sul sito istituzionale, viene evidenziato il rapporto tra i prezzi di mercato delle case e la loro efficienza energetica.

 

In questo report di Banca d’Italia si può rilevare che, nel 2022, il prezzo al metro quadrato di una casa con etichetta da A1 ad A4 compravenduta era superiore di circa il 40% rispetto a una casa con etichetta F o G.

 

Questo significa che una unità immobiliare residenziale, il cui valore commerciale sia di € 200.000, se non riqualificata energeticamente, risulta impossibile venderla oltre a 120.000 euro, con una perdita secca di valore di circa 80.000 Euro.

 

Si tratta ovviamente, afferma lo studio, di risultati medi a livello nazionale, ma i dati esposti sono rilevati dalle Banche Dati dell'Agenzia delle Entrate per atti di vendita già stipulati in questo ultimo triennio, per cui testimoniano un processo di deprezzamento già in atto qualora non si persegua l’adeguamento normativo in materia energetica previsto dal sistema REPowerEU.

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